Le ho mai raccontato del vento del Nord

Il vento, le finestre chiuse e un libro pescato per caso.

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Una visita lampo alla tua libreria preferita. Vuoi comprare un libro per chi, malato da giorni, ha voglia di un sorriso e di uno spazio di garbata intelligente ironia. Ecco, il nuovo libro di Enrico Vaime è su quel banco. Hai fretta, devi correre a fare la spesa, a ritirare le medicine, a dare il cambio a una figlia amorosa, che si alterna con te alla cura di chi sta male.

Poi la mano, istintiva e decisa, pesca un libricino confuso là in mezzo.  Una rapida occhiata alla seconda di copertina ti fa storcere il naso  mi sa che sarà una sciocchezza, un “rosa” camuffato da best seller, un libro da leggere sotto l’ombrellone..  ma ormai sei alle casse, paghi e corri a  riprenderti  l’auto, in una giornata di traffico pazzesco, sciopero dei mezzi incluso nel pacchetto: evitiamo almeno la contravvenzione!

Poi la sera, accanto a chi cerca nel sonno un po’ di sollievo alla spossatezza e al dolore, inizi a leggere, con attenzione un po’ scettica .

Lei , Emmi, scrive per  disdire l’abbonamento ad una rivista. Ma sbaglia a digitare una lettera dell’indirizzo e-mail.

E il vento del Nord, la forza dirompente della vita “esterna” entra nella sua vita. Lui, Leo, le risponde.

Comincia, forse per noia e certo per casualità, attraverso uno scambio sempre più fitto, incalzante di mail, un rapporto virtuale che permette ai due protagonisti di esprimere le loro emozioni, di trovare, nel rapporto con l’altro, mai incontrato realmente,  la verità su se stesso. Pacato e sicuro nell’espressione verbale, lui. Ironica, spiritosa, intelligente e fragile, lei. Scambi di  lievi stoccate, duelli a fioretto, insinuanti accenni erotici.

Un amore che è scoperta di sé, di quanto la vita apparentemente calma e pacificata, anche frutto di rinunce e compromessi, non è forse la vita migliore possibile: che ci può essere, c’è ,un forte vento del Nord, che batte forte contro le finestre chiuse.

I due si raccontano, si corteggiano, si confortano, si stuzzicano e si lasciano, si riprendono e si amano, dandosi sempre del lei. Cercando di mantenere un distacco , di filtrare, almeno verbalmente, i sentimenti che li scuotono, che li portano ad aprire quelle finestre al Vento del Nord.

Non si incontrano, se non per interposte persone:la sorella di lui, l’amica di lei. Vivono attrazione e gelosia, collera e passione. Ma il bisogno di un contatto profondo fa saltare le loro difese, gradualmente ed inesorabilmente. Anche se, se il marito di lei, e i figli, e la relazione di lui, e il lavoro…e soprattutto la paura di una nuova normalità, di una temuta quotidianità che possa ridurre i loro legami speciali in quotidianità inevitabile.

E allora è deciso? Non ci sarà futuro per Emmi e Leo?

Uno di quei libri da cui è difficile separarsi .

E’ già uscito il seguito. L’ho comprato e letto d’un fiato. E non delude. Intendiamoci, non sono certo capolavori della letteratura mondiale. Ma piacevoli, arguti, intelligenti. E ci fanno capire, forse, qualcosa di più nche su noi stessi  

 Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord, Feltrinelli

Daniel Glattauer, La settima onda, Feltrinelli

 

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