Pane semi integrale all’acqua di rose

Il pane e le rose.

 

Oggi è l’otto marzo, si. La cosiddetta Festa della Donna. Oggi arriveranno catene di messaggini sui cellulari e sui social, auguri più o meno sinceri, migliaia di ragazze affolleranno pizzerie e bar di aperitivi, in tv ci saranno messaggi istituzionali, spettacoli leggeri e garruli, lunghi – ahimè tanto lunghi – elenchi di donne vittime di compagni o parenti. Domani è un altro giorno, però. Si dimentica. Si scivola via. Fino al prossimo Giorno di…
E invece oggi io ho fatto un pane. Profumato di rose, delicato ma non troppo, forte di grano e di pensieri. Come le donne. Ho fatto un pane su cui spalmare una marmellata speciale. In verità il pane non l’ho fatto oggi, ma il giorno in cui ho letto questo bellissimo post sul blog di Anna, che parla della storia delle donne di Bratunac, dei loro mariti, figli, fratelli sterminati, in uno dei molti genocidi negati, non riconosciuti, dimenticati; e della forza e della volontà di ricominciare, di trovare modo di sfamare i propri figli.
I ricordi di quella guerra, vista in tv, letta sui quotidiani, prima, sui libri, poi, degli orrori compiuti, raccontati anche da un cugino tanto amato che fu là nei corpi di pace, a portare aiuti e a portare gioco e musica nei campi profughi, i ricordi di quella guerra sono tornati vivi. Sono tornati e si sono mescolati, come la farina e l’acqua, con i racconti di altre donne in guerra, con i racconti di altre donne, tante nel mondo, che resistono, che trovano modo di crescere i propri figli, nonostante tutto, con la forza e il coraggio e i progetti.
Spero che a questo pensino le ragazze, che oggi usciranno a festeggiare non si sa ben cosa.
Le ragazze che dimenticano l’orgoglio e la dignità di essere donne, che accettano ruoli, schemi e cliché, che cancellano cento e cento anni di lotte compiute per vedere affermata quella dignità.
Spero che a questo pensino i ragazzi, oggi. Ragazzi che umiliano, che disprezzano, che vivono le donne della loro vita come oggetti utili, come presenze funzionali al proprio benessere, a cui negano il rispetto. Ragazzi gelosi, possessivi, a volte violenti.

Spalmate questa marmellata sui vostri pani. E chiedetevi il perché.

 

Pane semi integrale all’acqua di rose

 

500 gr. di  farina integrale bio
1 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino di miele
1 tazza di acqua di rose
sale, 1 pizzico
marmellata di lamponi Frutti di pace, delle donne di Bratunac

Ho sciolto il lievito di birra nell’acqua di rose, appena intiepidita. Ho disposto le farine sul tavolo,mescolandole bene tra loro. Ho poi creato la fontana, unito il miele e  versato il liquido nell’avvallamento, mescolando  pian piano (all’occorrenza, potete aggiungere ancora acqua). Ho unito per ultimo il sale. Poi ho iniziato a impastare, a mano, perché avevo voglia di pensare e di rilassarmi. Così ho impastato a lungo, molto a lungo. La pasta cresceva tra le mani, soffice e morbida, vellutata e profumata.
A questo punto (dopo circa 20/30 minuti di impasto, ho formato una palla, incisa la superficie con una lametta e ho deposto l’impasto in una ciotola, spolverata di farina. A questo punto ho coperto la ciotola e messo in forno, con la luce accesa.
Dopo 3 ore l’impasto era più che raddoppiato.
L’ho riposato sulla spianatoia, l’ho schiacciato delicatamente, l’ho arrotolato intorno a se stesso, piegato in tre, a libro e poi ho ricostituito la palla, controllando che fosse “ben chiusa”, cioè non ci fossero aperture, nella parte inferiore.
Ho posato la palla sulla placca del forno, incisa leggermente sulla superficie, spolverata di farina e lasciata ancora a lievitare nel forno con la luce accesa per altre 2,5/3 ore.
A questo punto, ho portato il forno a 200°, ho infornato e fatto cuocere per 15 minuti, poi ho abbassato a 190 e cotto ancora per circa 25  minuti circa.

Note.
Spalmate marmellata di lamponi “Frutti di Pace”, Rada Zarcovick, sul vostro pane profumato di rose. Inizierete la vostra giornata con miglior forza e con il giusto spirito.

Questo pane è ottimo anche accompagnato a formaggi freschi, leggermente aciduli.

 

 

 

 

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